Questione di nanosecondi

Faccio la stessa strada da anni. Triste sì, ma non è questo il problema. Intendo la stessa identica strada, senza alcuna variazione. L’ho studiata: è quella che mi consente di spendere meno tempo, meno energie, la meno lunga. La più lineare. Sono pur sempre un quasi ingegnere. La nostra specie a queste cose ci tiene.
Novità del giorno: mi perdo.  Non è una novità in assoluto, non ho un gran senso dell’orientamento, ma perdersi ove c’è abitudine, dove è impossibile perdersi. Perdermi nel tempio della mia monotonia?No! E invece: terrore! Le strade che sembrano nuove, altre. Non riconoscere più nulla. Sentirsi alieni nella propria città. Nelle proprie strade. Essere perfino alieni a se stessi. Terrore, sì, non trovo altre espressioni. Un attimo e poco più di puro sublime terrore.

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