Il mare luccica! Ricordalo e scrivilo.

Ho un rapporto particolare con il mio personal computer, diciamo che per me quel personal ha un particolare rilievo. E’ un rapporto intimo simbiotico quasi. I tasti della tastiera del mio Toshiba, mi spingono sempre a pigiarli armoniosamente, amo il rumore particolare dato dalle mie mani che spippolano e spappolano i neri tasti. Come si sa, i rapporti idilliaci prima o poi finiscono. E anche il mio rapporto con tale creazione sembra essere finito, almeno per dieci giorni. Ci servirà questa lontananza per farci capire quanto il nostro rapporto sia essenziale per entrambi. Voglio pensarla così. Di natura sono diffidente quindi questo misero Ausus sul quale mi tocca scrivere ora, non mi facilita affatto il lavoro. Il rumore è diverso. Anche il tatto percepisce la differenza. Tutti gli stimoli che arrivano al mio cervello gli impongono il comando: diffidare, con tanto di suono di pericolo, quello da film per intendersi. Ho i miei tempi. Ci ho messo un po’ prima di iniziare a scrivere sul computer. Mi sono sempre limitata a riempire fogli, post-it, quaderni, fogliacci, a volte,confesso, anche muri, è facile quando hai una scrittura indecifrabile, scrivevo con la consapevolezza che non avrei  mai capito cosa avevo scritto, libera. Scrivere sul computer significa  non avere scampo. Non ci si può confondere. Si è nudi. Bisogna avere una buona dose di coraggio per mettere le cose nero su bianco. Io sono sempre stata un po’ codarda.  Scrivere su un blog, beh è una follia.  Morale della favola: i miei post sul blog saranno un po’ più rari.

Mi viene in mente, ragionando di scrittura, un episodio assai poco gradevole della mia triste infanzia. Ero in quarta elementare. Giovane e ingenua. La maestra, odiosa, mi diede da fare un tema su ( udite, udite!) la primavera. In questo tema, per capirci, avrei dovuto scrivere una cosa tipo quant’è bella primavera, i prati sono in fiore, il mare luccica, e bau biu. Non nego che scrivere quel tema ha comportato al mio fragile animo molte turbolenze. E’ stato un processo travagliato. Chiesi aiuto a mia madre e mio padre, ma mi ignorarono avevano cose più importanti da fare.  I genitori non capiscono mai i momenti clou dei figli. Al che aprii il libro di scienze e iniziai il ragionamento sulla primavera. Non ci scrissi niente sul mare che luccica. Diedi una breve definizione scientifica di primavera. E poi scrissi che a me tutto quel verde mi piaceva poco. Fine del tema. Sul foglio a protocollo mi vidi restituire un bel sufficiente, io che ero abituata solo a ottimi: un colpo, una tragedia, una sconfitta enorme, in più come se non bastasse la perfida aveva chiosato: “Mi sembra evidente che non scriverai mai, hai una mente troppo razionale, e questo non è un male”. Tornai a casa esultando su quanto io fossi una mente razionale sperando che quell’entusiasmo potesse consolare  mia madre, ma entusiasmo non fu contagioso giacché il mio sufficiente le piacque assai poco. Anch’io iniziai a dubitare, e a essere infastidita da quel troppo razionale. Detestavo quella donna. Quindi mi ripromisi che al tema successivo avrei scritto qualcosa di fantastico, di ultrafantasmagorico. E lei, la perfida maestra, a quel punto non avrebbe potuto fare altro che riconoscere il mio genio. Il tema successivo fu (udite, udite!) l’autunno. Ci scrissi che l’autunno era fantastico. Mi piaceva tutto quel giallo. Le foglie che cadono. Il mare che luccica, questa volta mi ero fatta furba. E il campionato di calcio che ricominciava. Focalizzai molto il mio tema sul campionato di calcio. Era un elaborato fantasmagorico. Risultato: sufficiente. Da quel momento in poi iniziai a pensare cosa volesse che  le scrivessi, e le ho scritto un sacco, ma un sacco di volte che il mare luccica. Alla fine dell’anno, però, avevo ottimo. La prostituzione intellettuale, per dirla alla Mourinho. Vendere il campionato di calcio per un ottimo.

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2 pensieri su “Il mare luccica! Ricordalo e scrivilo.

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