Non c’è soluzione.

Passo la giornata nel constatare e contestarmi una serie di fallimenti di tutto rispetto per la mia tenera età. Sono viziata, sono viziatissima. Pensavo di meritarmi, di avere l’obbligo verso me stessa della felicità. Ho sempre pensato che per la mia felicità fosse giusto sacrificare tutto. Anche io potevo essere sacrificata. Ho immolato Dio perché non mi tornavano i conti con la felicità. Ho abbandonato me per la mia felicità. Mi sono tagliata come si tagliano i rami secchi dagli alberi per confezionarmi come prodotto potenzialmente felice e vincente.  Ho abbandonato le mie ali per mettermi una tuta, un casco, e degli occhiali protettivi. Per salvarmi da una possibile caduta. Ma che male si può fare una persona che a fatica striscia? Che senso avevano le protezioni? Che senso ha mettersi come obiettivo correre? Perché ho lasciato le mie ali? Perché non ho tentato il volo?

Io non voglio niente di quello che ho. Nulla.
Come potrò dirlo a mia madre che non voglio nulla? Come potrò dirle che piango, tremo, vomito e non mi amo?
Non glielo dirò. Non le dirò niente di tutto questo. Mi terrò questo stomaco in subbuglio che ingoia rospi, che soffoca pianti e urla, e continuerò in questa mia lotta per quella che mi hanno fatto credere essere la mia felicità, perché io la forza di scegliermi la Felicità non l’ho. Non ho le ali. Non ho niente. E il mio stomaco, e la mia testa fanno sempre meno male di quel materno sguardo che mi dice “tu mi stai uccidendo”.

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12 pensieri su “Non c’è soluzione.

  1. La domanda è perché non farlo ora? Per paura? Tutti hanno paura. Non tutti hanno quello che hai tu, quello che sei tu. Vederti affogare in un bicchier d’acqua mi sembra veramente una cosa fuori dal normale. Tu non hai le palle di renderti conto che le tue ali ci sono e sono grosse.

  2. La domanda è perché non farlo ora? Per paura? Tutti hanno paura. Non tutti hanno quello che hai tu, quello che sei tu. Vederti affogare in un bicchier d’acqua mi sembra veramente una cosa fuori dal normale. Tu non hai le palle di renderti conto che le tue ali ci sono e sono grosse.

  3. Chi è che ti ha fatto credere cosa?
    Avevi iniziato proprio bene a dire che avevi sbagliato proprio tutto e poi mi vai a concludere in questo modo così da “filmamericanoperchecche”.
    Primo punto, RIDIMENSIONATI, BEIBE.
    C’è chi proprio in un filmamericanoperchecche una volta disse qualcosa di figo: “Un nuovo nella nostra società si misura in base a quanti problemi ha. Più problemi hai e più figo sei”. Quindi, io te lo voglio proprio ricordare: non sei figa per un cazzo di niente. Mi dispiace ma purtroppo – e qui faccio il tuo stesso gioco ricordando Faber: “Grazie al cielo hai una bocca per bere e non è facile”- i tuoi problemi non si guadagnano neanche la medaglia fatta di chewingum masticati più volte da vecchi senza denti.
    E guarda che madre è una tosta eh, mica la uccidi a forza di tue cazzate.

  4. Chi è che ti ha fatto credere cosa?
    Avevi iniziato proprio bene a dire che avevi sbagliato proprio tutto e poi mi vai a concludere in questo modo così da “filmamericanoperchecche”.
    Primo punto, RIDIMENSIONATI, BEIBE.
    C’è chi proprio in un filmamericanoperchecche una volta disse qualcosa di figo: “Un nuovo nella nostra società si misura in base a quanti problemi ha. Più problemi hai e più figo sei”. Quindi, io te lo voglio proprio ricordare: non sei figa per un cazzo di niente. Mi dispiace ma purtroppo – e qui faccio il tuo stesso gioco ricordando Faber: “Grazie al cielo hai una bocca per bere e non è facile”- i tuoi problemi non si guadagnano neanche la medaglia fatta di chewingum masticati più volte da vecchi senza denti.
    E guarda che madre è una tosta eh, mica la uccidi a forza di tue cazzate.

  5. Stai insabbiando sassi, appianando e non spianando la tua via di fuga: la soluzione potrebbe essere invece proprio quella che più detesti…parlare con “lei” … tu sei forte te lo stiamo dicendo un pò tutti … puoi farcela.

  6. Stai insabbiando sassi, appianando e non spianando la tua via di fuga: la soluzione potrebbe essere invece proprio quella che più detesti…parlare con “lei” … tu sei forte te lo stiamo dicendo un pò tutti … puoi farcela.

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