Spavalderie

Si tratta di un giovedì di settembre. Il giovedì è un giorno strano è il giorno prima del venerdì che è il giorno prima del sabato, che segna l’inizio del weekend. E’ il giorno della speranza. Non so perché l’umanità riponga tanta fiducia nel finesettimana.

Un’altra uscita, un’altra persona, un altro volto, un’ altra vita da incrociare, un’altra presenza, una nuova tenera deliziosa speranza. La speranza di sempre in fondo, quella che accompagna tutti i momenti simili, l’eterna avida illusione:la comprensione.  Il prodigo desiderio di aprire il proprio mondo, di allargarlo e l’insana fiducia di potere finalmente comprenderlo. Il vano tentativo di potere uscire un po’ da se e il folle desiderio di poterlo fare grazie al nuovo volto, alla nuova presenza. O è così, oppure non è nuova uscita per me. Ho bisogno di questa liturgia  di speranze, paure e illusioni.

Il mondo offre molte cose da vedere, molte vite da incrociare, Firenze è piena di turisti e tutti passano distratti dalle sue bellezze architettoniche. Li puoi osservare capire i loro segreti, puoi fissarli e entrare nel loro mondo, la magia del Duomo. Mentre il Brunelleschi li richiama a sé puoi entrare dentro la loro essenza, o quella che ritieni tale, o semplicemente puoi fantasticare. Si capiscono molte cose da come una persona si relaziona al Duomo. E’ un po’ uno specchio dell’anima, solo che nessuno lo sa e allora si vedono tante anime distratte che passano davanti a una lente d’ingrandimento e io faccio in modo di non perdermi mai tale spettacolo.

Guardo il nuovo volto, vedo dentro la sua anima distratta, lui non se ne accorge è Duomo anche per lui. Immagino. Camminiamo. Incrociamo sguardi e vite. Ci sediamo, camminiamo di nuovo, e poi ci sediamo ancora. E’ un rito imposto dal mio ginocchio, anche questo necessario.

Mi affascina un po’ tutto. Amo guardare, esploro, tocco, voglio vedere. Finiamo in un’aula giudiziaria io e l’altra vita.

Lui con le manette esce, mi fa l’occhiolino, spavaldo, sorride a una donna che scoppia in lacrime, spavaldo. Accanto a lui due uomini in divisa lo accompagnano chissà dove. La donna piange, piange, e piange ancora, in una lingua che capisco solo io dice che glielo stanno portando via. Io la guardo, guardo la sua anima distratta, è Duomo anche per lei quel figlio in manette. Io e la nuova presenza siamo entrambi atterriti da quella visione, vedo nei suoi occhi uno sguardo attento, leggo dentro una marea di cose indecifrabili. Usciamo, esce anche lei. L’avvocato sembra consolarla, mentre lei nella sua lingua che comprendo solo io continua a dire che glielo hanno portato via, e telefona piangendo e piange telefonando. Poi in un sussulto di realismo, sempre nella lingua che comprendiamo solo io e lei, esclama: perché mi hai fatto questo? Seduti la vediamo andare via, nei suoi occhi solo il suo personale Duomo, nei suoi occhi pieni di lacrime solo il suo Duomo annebbiato. Arriva il pulmino della Polizia Penitenziaria e porta via quell’indegno Duomo, spavaldo. Silenzio. Rispettoso silenzio del dolore di quegli occhi annebbiati.

Camminiamo, nuove visioni ci aspettano.

 

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41 pensieri su “Spavalderie

      1. con “cancella pure dopo” intendevo il commento. Stona un po’ 🙂

        Beh, allora l’hai reso bene… è che dalla prima parte non mi aspettavo un racconto.

      2. L’avevo capito, ma sai non ce la faccio, non posso censurare, quindi ti tocca fare la parte del pignolo 😛 ( scherzo ovviamente)

      3. ahahaha, era proprio quello che volevo evitare ^^
        ..mi toccherà cambiare nick… 😛

      1. con “cancella pure dopo” intendevo il commento. Stona un po’ 🙂

        Beh, allora l’hai reso bene… è che dalla prima parte non mi aspettavo un racconto.

      2. L’avevo capito, ma sai non ce la faccio, non posso censurare, quindi ti tocca fare la parte del pignolo 😛 ( scherzo ovviamente)

      3. ahahaha, era proprio quello che volevo evitare ^^
        ..mi toccherà cambiare nick… 😛

    1. Sicuramente del tempo. Ti dico che tempo fa da me:
      Sta diluviando.
      Domani ho un esame tremendo.
      Non mi riesce studiare.
      Non mi ricordo più nulla.
      Mi fa male lo stomaco, la testa e tutto il resto.
      Ho una paura tremenda.
      Ma Paolo Fox ha detto che sarà una bella settimana.

      Che tempo fa da te?

      1. non diluvia, ha smesso da qualche ora.
        Anche io devo studiare ed avrò un esame a breve.
        ..Paolo Fox… l’ha presa un po’ alla larga.. tuttavia ha detto “buon inizio di settimana”.

        ps: c’è da spostare indietro l’ora… :P.. tanto non stai riuscendo a studiare.

  1. non diluvia, ha smesso da qualche ora.
    Anche io devo studiare ed avrò un esame a breve.
    ..Paolo Fox… l’ha presa un po’ alla larga.. tuttavia ha detto “buon inizio di settimana”.

    ps: c’è da spostare indietro l’ora… :P.. tanto non stai riuscendo a studiare.

      1. splendido ma triste? 🙂
        non sei riuscita abbastanza ad illuderti di essere una studiosa? 😛

      2. No il libro non è poi così triste, è triste che io l’abbia letto oggi. E’ tristissimo, quasi commovente.

      1. splendido ma triste? 🙂
        non sei riuscita abbastanza ad illuderti di essere una studiosa? 😛

      2. No il libro non è poi così triste, è triste che io l’abbia letto oggi. E’ tristissimo, quasi commovente.

  2. The show goes on! E’ un atteggiamento ludico, liminoide non liminale (must go on); l’esistente è deformato dall’apparenza (scritta, chi è l’agente, chi l’agito) gestire l’apparenza è ancora esistere. Per realizzare se stessi è necessario illudere illudendosi. L’identità è sempre un falso, sottrae al reale la sua realtà: “video ergo sum”, the show goes on … “nuove visioni ci aspettano”. In bocca al lupo per l’esame

  3. The show goes on! E’ un atteggiamento ludico, liminoide non liminale (must go on); l’esistente è deformato dall’apparenza (scritta, chi è l’agente, chi l’agito) gestire l’apparenza è ancora esistere. Per realizzare se stessi è necessario illudere illudendosi. L’identità è sempre un falso, sottrae al reale la sua realtà: “video ergo sum”, the show goes on … “nuove visioni ci aspettano”. In bocca al lupo per l’esame

  4. Io mi chiedo uno così ci facessi nell’aula di un tribunale, mi domando anche perché certe cose capitino solo a te, Povero quel disgraziato che dovrà accompagnarti nelle tue piccole anormalità.

  5. Io mi chiedo uno così ci facessi nell’aula di un tribunale, mi domando anche perché certe cose capitino solo a te, Povero quel disgraziato che dovrà accompagnarti nelle tue piccole anormalità.

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