Vari esempi di viltà

Una volta Giove si buttò da una scogliera alta dieci metri più o meno, forse qualche metro meno. Ci mise molto prima di decidersi a buttarsi, circa un’ora a metro. Ora tutti noi possiamo capire quanto fosse fustigante sapere che prima o poi si sarebbe buttato, ma non riuscire a farlo in quel momento, nel momento in cui lo voleva fare, stare lì, guardare il mare e aspettare, aspettare che prima o poi qualcosa dentro ti spinga a staccare i piedi da terra, doversi convincere che era  solo un attimo, che non c’era niente di pericoloso, che si era buttato anche l’anno prima e non era accaduto niente, che in quella zona non c’erano meduse, fare un passo e poi tornare indietro, farne un altro e poi indietro ancora. Sapere tutto: il problema, la soluzione e tutto ciò che c’è nel mezzo e non riuscire comunque a farlo. La differenza tra pensiero e azione. L’angoscia dell’azione, quella che attanaglia le anime oziose, lo prese e se lo parto a spasso in pensieri già esplorati, in visioni già viste, in ricordi già ricordati, in soluzioni già trovate e lo fece tremare, tremare tantissimo, tremare di nuovo di fronte a se stesso, alla propria inettitudine, di fronte al vuoto che vedeva sotto e dentro di sé. Si consolò al patetico pensiero che in fondo fosse bellissimo riuscire ancora a tremare di fronte a quell’angoscia, l’angoscia di sempre, voleva dire essere vivi in qualche modo, pensò anche che una volta che il suo corpo avrebbe preso il volo, e sapeva che lo avrebbe fatto prima o poi, si sarebbe liberato di quell’angoscia e allora avrebbe vissuto l’attimo che aspettava da un po’, la quiete, la serenità, smettere per qualche secondo di tremare, solo per qualche secondo. Sentirsi forti, essersi superati, dimostrare a se stessi di riuscire, avere agito, il coraggio, agire. Non sappiamo perché Giove staccò i piedi, nemmeno lui lo sa, lo fece e basta, non vide niente, non sentì niente, non urlò, non prese fiato, fece solo un passo, la gravità lo portò sottacqua. Ci rimase un po’, sentì il peso di tutta quella massa d’acqua sopra di lui, il peso della fatica del dovere riemergere, e per un attimo lo sfiorò nuovamente l’idea che forse fosse più giusto, più bello, più semplice continuare a cadere, andare sotto, sempre sotto. E’ stato solo un attimo, nulla più.

 

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7 pensieri su “Vari esempi di viltà

  1. Molto bella la canzone eh, ma non capisco l’associazione.

    Se mi ricordo bene Giove non è finito bene… quindi non è stato un attimo.
    Mi piacerebbe molto questo post se lo leggessi come un post di uno qualunque, ma è un tuo post, e c’entra molto con te e mi piace meno, molto meno. Ti direi cose che già sai, tu sai il problema, la soluzione e tutto ciò che c’è nel mezzo.
    Ti bacio.

  2. al di là della canzone che ovviamente incarna buona parte della mia adolescenza avanzata/

    riprendendo il discorso sotto: hai ragione sull’offesa all’intelligenza della trasmissione di Saviano. Anch’io ho pensato “non mi fregate mica con la retorica strappapplausi, le cose sono molto più complesse” (e altre cose così).
    Ti (ci) rifaccio una domanda: nell’impossibilità di andare casa per casa a condurre un dibattito vero, e fare istruzione, e stimolare la gente, e creare dialogo – nell’impossibilità di rinunciare alla tv come principale veicolo di contenuti, in Italia, oggi – non credi che comunque una trasmissione del genere per molti possa essere qualcosa di buono o addirittura rivoluzionario?
    E’ una cosa un po’ triste, ma io penso di sì.

    1. Sì, sì, sì. Sono d’accordo, sono molto d’accordo e infatti come ho già detto mi ha fatto piacere che come trasmissione abbia avuto successo, soprattutto per il messaggio che lancia cioè: abbiamo voglia di una televisione diversa. Però, se guardo i dati di chi ha guardato tale trasmissione, del suo pubblico, giovani laureati e bla bla bla cose che già sai, perdo subito l’idea che ho avuto anch’io come te che potesse essere qualcosa di rivoluzionario. Quello che voglio dire è che poteva esserlo nel caso avesse “rubato” pubblico al GF per l’appunto, ma così non è stato.

  3. Penso anch’io che Saviano Fazio siano stati come dire un tantino retorici, concordo con il discorso di danip che comunque sia stato qualcosa di buono, aggiungo però che secondo me è diventato una specie di programma chic per gente chic. Cioè come dire appartieni ad una certa categoria se guardi Saviano, sei un intellettuale, penso ai discorsi in ataf quando tra “simili” ci si chiedeva “Oh allora l’hai visto il programma di Saviano?” non so se mi sono spiegata… forse è un po’ confuso il discorso

  4. Penso anch’io che Saviano Fazio siano stati come dire un tantino retorici, concordo con il discorso di danip che comunque sia stato qualcosa di buono, aggiungo però che secondo me è diventato una specie di programma chic per gente chic. Cioè come dire appartieni ad una certa categoria se guardi Saviano, sei un intellettuale, penso ai discorsi in ataf quando tra “simili” ci si chiedeva “Oh allora l’hai visto il programma di Saviano?” non so se mi sono spiegata… forse è un po’ confuso il discorso

  5. in realtà (ma bisognerebbe ri-procacciarsi i dati) mi pare che durante Vieni via con me il Gf abbia realmente perso qualcosa come due milioni di ascolti.
    Riguadagnati poi subito dopo.
    Però ecco, qualcosa aveva fatto.

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