Culicidae e acque stagnanti.

Non ricordo bene.  A volte ho dei lampi, non mi ricordo certo il volto, mi tornano in mente le carezze ogni tanto poi più niente. Solo che… le punture delle zanzare, il prurito, il caldo, le notti insonni, i risvegli, le lunghe giornate, le ansie, il torpore, il sudore stanco, l’odore dei bus, i discorsi annacquati, le facce insipide, il disincanto, i libri, le corse,  gli arti doloranti e le scarpe pesanti, solo che tutto questo mi sembrava sopportabile. Non me le ricordavo così insopportabili le zanzare.

No, non era così atroce. Anche le zanzare.

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4 pensieri su “Culicidae e acque stagnanti.

  1. Adoro i tuoi elenchi, ognuno dei termini è una immagine che riesci a comunicare proprio a causa della sequenza in cui è inserita.

  2. Anche io vivo in una delle zone a più alta densità d’Italia, dove anche la cosidetta “tigre” non ha certo faticato ad attecchire. Beh, è un bel tormento al quale non ci si abitua…

  3. Meno male che nonostante tutto ogni tanto l’assasino torna sul luogo del delitto: non avrei saputo altrimenti di questo luogo in cui scrivi adesso.
    Temo solo di non aver capito granchè,nemmeno della identità geografica …non sarai per caso nelle paludi dell’amazzonia?
    Ciao bimba, sono contento di averti ripescato.

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