Vuoti sensuali.

Sono le tre del mattino.
E’ già giorno a Shanghai.
Guidare in strade piene di sassi e silenzi.
Avere paura delle luci, degli autovelox, e degli occhi degli scoiattoli.
Arrivare a casa.
Parcheggiare.
Essere stanca.
Aprire il portone.
Sbagliare chiave.
Accendere la luce.
Salire.

Salire.
Sbagliare chiave di nuovo.
Aprire la porta.
Avere freddo.
Avere paura.
Silenzio.
Essere stanchi e avere finito il latte.
Farsi la doccia.
Lavarsi i denti.
Asciugarsi i capelli.

Prendere il computer.
Scrivere
“Malinconie torbide.”
E non riuscire a dormire.

4 pensieri su “Vuoti sensuali.

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