Sentirsi vip.

(così al volo, prima di andare a cena. con un freddo cane e una connessione lenta lentissima rubata un po’ qua e un po’ là )

Altea, che sarebbe anche il nome di una macchina, precisamente la mia. Mia si fa per dire, io non amo gli aggettivi possessivi sono terribili e ti fanno pagare la benzina, il bollo, l’assicurazione e il resto.
Altea, si diceva, era una poetessa. Non ci sono poeti vivi. Lo so che diventi poeta dopo che sei morto. Ma Altea ogni volta che le chiedono “ehi Altea, ma tu che lavoro fai?” vorrebbe tanto rispondere fissando il vuoto e con sguardo malinconico alla Buster Keaton  “sono un poeta”, quindi è un poeta ; così al maschile, ché poetessa è veramente bruttissimo come tutte le parole che finiscono in essa. Che cacofonia!
Il linguaggio è il peggiore dei maschilisti, dice sempre Altea. E’ così femminista che usa maschilismo, il sostantivo, almeno 50 volte al giorno senza mai annoiarsi. E ripete lo stesso discorso da anni, sulle donne, il corpo, la società, il potere, il lavoro, gli asili, la maternità senza mai annoiarsi. E’ incredibile quanto Altea non si annoi mai.
In camera sua ha un rarissimo poster autoprodotto di Olympe de Gouges, una signora francese un po’ bruttina e con una chioma che ricorda quella di Goku Super Sayan di terzo livello, che poi, a dirla tutta,  Olympe sarebbe una delle prime femministe e una drammaturga e un sacco di altre cose, ma fondamentalmente  è la sosia di Goku, cosa questa che le viene riconosciuto universalmente e le dà molto prestigio internazionale. In camera sua c’è anche un ancora più raro poster anch’esso autoprodotto di Dumas figlio sbarrato di rosso tipo il cartello “vietato l’accesso”, ché Dumas figlio era un maschilista della peggiore specie, nonché colui che ha coniato il termine “femministe” nonché il sosia con i baffi di Fulvio Abbate, ma senza cappello. Ha anche il poster di un bambino africano mal nutrito per ricordarsi che il mondo soffre.  E a tal proposito, poveri (aggettivo usato solo al plurale e ovviamente al maschile) è un’altra delle parole che usa almeno 50 volte al giorno accompagnato nel 70% dei casi dal complimento di specificazione “del mondo”.
Altea ispirata da “il povero del mondo” aveva scritto fior fior di trattati e saggi sull’umanità e sul maschilismo e sulla sofferenza.
Aveva lavorato ed era riuscita a scrivere così tante cose e così difficili e così belle, che, era certa, sarebbe arrivato il momento in cui il mondo  avrebbe riconosciuto il suo talento. E allora sarebbe stato tripudio e gioia. Il giorno venne.
Una sera mezza ubriaca, tre quarti ubriaca mi correggo, e un po’ fatta, tornata a casa, sedutasi sulla scrivania, rivolto lo sguardo a “il povero del mondo” aveva scritto una poesia d’amore bruttissima.  Lei che si era giurata che d’amore non avrebbe parlato mai, ché l’amore è indescrivibile e falliscono tutti e raccontano tutti le solite menate, ché l’amore è la più grande bugia, quella salvatrice (semicit.). Questa orrida poesia concepita dalla sua penna era capitata nelle mani del suo “amico” Francesco.
E’ un’usanza tipica dei giovani intelligenti, quella di chiamare le persone che si amano o con cui si fa sesso con una certa continuità “amico/a” mentre si sorride a metà tra il malizioso e l’ebete, gli altri quelli un po’ così dicono ragazza/o o morosa/o, e quelli proprio messi male fidanzata/o.
Francesco l’aveva letta, si era commosso perché direttamente chiamato in causa (secondo lui), e tornato a casa aveva scritto su google “concorsi poesie d’amore”. Ne aveva trovato uno figo, aveva ricopiato parola per parola su word l’intera poesia che mica era così corta, firmato Altea L., messo i dieci euro nella busta e aveva spedito il tutto con una raccomandata, ciò dopo una lunga fila alle poste, l’amore sopporta le file alle poste e i file pesanti, aveva pensato Francesco seduto nei seggiolini giallo vomito dell’ufficio postale (con un gioco di parole veramente astuto : le file- i file)

E così Altea vinse il suo primo concorso.
Quando il suo “amico” (ehehehehe, :/) Francesco tutto fiero e orgoglioso le portò la bella notizia, Altea scoppiò in un pianto senza fine, che poi, però, dopo un po’ finì. Guardò il povero del mondo con occhi spiritati e si disse e gli disse che non valeva niente. Francesco, un po’ perplesso, le sorrise e le disse che non aveva capito. Hai vinto, hai vinto tu, ha vinto la tua poesia- ripeteva mentre scuoteva lo smartphone e cercava di ricordarsi se Altea aveva le sue cose.
Allora lei ricominciò a piangere senza fine e a dire che lui non capiva.
Francesco pensò che sì dovevano essere gli ormoni, e la abbracciò con le sue mani sorridenti dicendole che avevano vinto un weekend a Verona, che sarebbero stati benissimo e che aveva già comprato i biglietti dell’Intercity. Il pianto di Altea divenne per un momento più acuto, poi scemò. Lui le chiese dove aveva il poster portatile del povero del mondo, non si muoveva senza il povero del mondo, lei gli indicò un cassetto e insieme preparano la valigia.

E così eccoli qua. Seduti ai due estremi del letto.
Lui, eccitato dal fatto che la sua ragazza ha appena finito di leggere una poesia con il microfono davanti a molte persone e che in fondo è anche merito suo.
Lei, totalmente in preda allo sconforto e agli ormoni che regolano il male di vivere.
Lui, a rendere noto al mondo la sua gioia tramite l’applicazione facebook per Nokia.
Lei, che facebook non ce l’ha per motivi etici, a guardare il poster portatile del povero del mondo.
Lui, che le chiede perché non riesce mai a essere felice.
Lei, che risponde che non lo sa.
Lui, che le chiede se lo ama.
Lei, che risponde che non lo sa.
Lui, che le dice che ci sei solo tu.
Lei, che risponde che lo sa.
Lui, che le dice che questo lo distrugge.
Lei, che guarda il povero del mondo. E un silenzio che io non riesco proprio a narrare.

Annunci

14 pensieri su “Sentirsi vip.

    1. Poveri in una qualche dimensione forse? Ricchi di qualcosa?
      E’ la via di mezzo la scelta giusta o si può essere ricchi di tutto?
      Essere ricchi di tutto significa aver concluso?

      Forse sono solo poveri come lo siamo tutti; prima o poi.

      13 Febbraio, Alteo

      :P:P:P

      1. Cacchio, io voglio un mondo in cui non esiste ricchi/poveri, ma in cui ci siano i ricchi e poveri, ché loro fanno della gran musica. 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...