Doni, vigliaccherie, felicità etc. etc.

“… la vita talvolta vi offre un’opportunità, pensò, ma quando si è troppo vigliacchi o troppo indecisi per coglierla, essa si riprende le sue carte; c’è un momento per fare le cose  o per entrare in una felicità possibile, tale momento dura qualche giorno, talvolta qualche settimana o persino qualche mese ma si verifica una sola volta, soltanto una, e se in seguito si vuole tornare sui propri passi è semplicemente impossibile, non c’è più posto per l’entusiasmo, la convinzione e la fiducia, rimangono una rassegnazione dolce, una pietà reciproca e rattristata, la sensazione inutile e giusta che qualcosa avrebbe potuto esserci, che ci si è semplicemente mostrati indegni del dono che ci era stato fatto. ”

Michel Houellebecq, La carta e il territorio

N.B Il libro da cui è tratto questo passaggio non è un gran libro, anzi. My opinion.

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22 pensieri su “Doni, vigliaccherie, felicità etc. etc.

      1. “Eppure la natura ci insegna, sia sui monti sia a valle,
        che si può nascer bruchi per diventar farfalle.
        Ecco noi siamo quella razza che l’è tra le più strane,
        che bruchi siamo nati e bruchi si rimane.”

        Indegni!

      1. Bada che non ho detto questo..

        La perfezione è uno stato senza uscita estraneo alla natura pensante dell’omo moderno.
        Fossi perfetto un c’avrei l’esigenza di comunicare.. #∞ #illuminazione

        “Chi s’accontenta gode, e i cocci sono suoi”

  1. Secondo me il concetto dei TRENI CHE PASSANO UNA VOLTA SOLA NELLA VITA eri capace di esprimerlo in modo autonomo e altrettanto efficacemente. Ciao

  2. Il libro non sarà un granché, ma il pensiero è intenso e profondo. Le occasioni si presentano una volta sola: o si colgono o sono irremidiabilmente perdute.
    Un saluto

    1. Guarda, gli spunti e le riflessioni contenute nel libro sono interessanti un sacco, ma è che scrive male. E’ odioso. Questo passaggio, tra l’altro, secondo me l’ha copiato. 😛

  3. In un giorno pieno di sole e di buon umore, durante la lezione sull’ uomo a mare un paio di vite fa’, il “trinca” ci spiegava che “l’uomo a mare” è tecnicamente un “uomo morto”, e che è il destino a mescolare le carte, ma siamo noi a giocarcele.
    Cioè in qualsiasi situazione ti trovi, hai sempre una chance da giocarti. Poi ci sono quelli che hanno solo assi in mano, ma comunque non ne cavano un ragno dal buco, e quelli che con un due di picche cambiano il mondo.
    E poi c’è una terza categoria, quella della „rassegnazione dolce“, „della pieta’ reciproca e rattristata „, la categoria a cui appartengono quelli che non hanno solo perso un treno, in realta’ non si sono mai mossi dalla sala d’ aspetto.
    Quelli che la loro partita non l’hanno mai né vinta, né persa, semplicemente non l’hanno mai giocata. Per non rischiare di perdere, non si sono mai messi in gioco. Quelli al finestrino a guardare la loro vita che scorre..

    Io di partite ne ho perse un mare.
    Ma se sai gia’ di vincere, che gusto c’è a giocare? 😉

    Buona serata a tutti
    ..e quel naufrago che si è salvato aggrappandosi ad un periscopio di un sommergibile che passava di li’ per caso… in pieno atlantico.. È proprio vero, è il destino che mescola le carte… 😉

    1. Tutto molto bello.
      Vorrei però approfondire l’argomento della paura del “rischiare di perdere”.
      Poiché mi sembra una dinamica molto attuale un ragionamento in questi termini potrebbe essere interessante. (#politica)

      Inoltre è possibile che nella categoria di quelli che non giocano siano presenti anche scelte “non paurose”?

      Grazie

  4. In realtà, per onestà nei confronti dell’autore da cui è presa la citazione, nella sua opera non mi pare di intravedere un destino. Il passo in questione, non parla tanto di opportunità, oddio!, non in senso stretto.
    Si sta parlando di una relazione a due. Di qualcosa che poteva nascere, e poteva essere bellissimo, ma che, per motivi che non sono certo dovuti a un’entità astratta (non per Houellebecq) non nasce rimane nel limbo e con la non-nascita si rimane nel nulla. Dimensione, questa del nulla, alla quale Houellebecq non sembra porre rimedio in nessun modo.

    Così magari si riesce a vederlo in maniera diversa, il pezzo da me scelto.

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