Antropofagie

Mica è semplice scegliere il nome di una persona. Io per esempio non ho avuto un nome per un sacco di tempo, mio padre quando accarezzava la pancia  di mia madre diceva “ciao anonimo figlio mio” (non sapeva che ero Fatjona ed ero femmina. Stupido, padre mio!)   Poi alla fine ci sono arrivati ed io fui finalmente Fatjona, che è un nome bellissimo, soprattutto se lo devi scrivere (provare), ma è anche un nome strano soprattutto per quella parte del mondo che chiama le proprie figlie Laura, Sara, Chiara, Margherita, Giulia etc. etc. Così di nomi strani nel globo ce ne sono tanti, dipende dai punti di osservazione. Ornella Muti, che è un nome e un cognome,  faceva molto ridere i miei amici, per esempio, soprattutto il cognome. Uh, che risate! A me non faceva molto ridere, a dire il vero, ma ridevo di riflesso ché mi sembra sempre brutto dovere lasciare ridere le persone in solitudine. E’ la più alta (nel senso di grande, odiosa, schifosa) forma di mancanza di sensibilità, mi sono detta una volta mentre guardavo un albero muoversi.

(Prova te a ridere di una cosa di cui non ride nessuno!  Sono momenti orribili.)

Tutto questo per dire che se i due personaggi della storia che sto per raccontare si chiamano Bulimio e Curiosità, non vi dovete stupire, almeno non più del fatto che ci sono e sono stati milioni di genitori nei secoli che hanno chiamato il proprio bambino, con incredibile originalità, Francesco.

Così Bulimio, che non si chiama Bulimio a caso, è bulimico. Curiosità, invece, non saprei descriverla, perfino sul sesso ci sono dei dubbi. Succede che questi due si incontrino un giorno per caso, se caso si può definire trovarsi nello stesso posto nello stesso momento. A Bulimio piacque subito Curiosità, e già dopo il primo sguardo se la voleva mangiare tutta. Si ritiene opportuno precisare in questa sede, per avere un’idea corrispondente al vero del personaggio, che Bulimio vuole mangiare tutto, ma questo Curiosità non lo poteva sapere, così ella si sentì lusingata di quello sguardo infuocato, di quei denti che diventavano aguzzi e preannunciavano incredibili notti di passione. A Curiosità piaceva l’idea di farsi mangiare e a Bulimio piaceva divorare. Era tutto perfetto.

Uscirono insieme diverse volte e lui le diceva cose incredibili tipo “Curiosità, tu per me sei come il latte nel biberon per i beluga” E lei lo guardava con ammirazione e gli diceva “cosa sono i beluga, Bulimio?” “balene, Curiosità, balene” e a quel punto a lei gli occhi  si riempivano di riflessi marini.  E lui che adorava il mare e i suoi pesci li voleva mangiare. “Curiosità, i tuoi occhi sono così belli che io li mangerei” “mangiali – diceva Curiosità- ma non ti vedrò più” “cosa importa- le disse-saranno dentro di me” e li mangiò.

E se la mangiò tutta, e poi vomitò. E non fu nemmeno dentro di lui. Nemmeno per qualche ora. Non ci fu più Curiosità.

Bulimio non è una bella persona.

23 pensieri su “Antropofagie

      1. la stessa logica di ridere di riflesso :O
        se ridi da sola quelli intorno a te potrebbero provare disagio..

      2. Well. Ci ho pensato un po’ e non saprei. Cioè credo delle cose lunghe e complesse (nel senso che non sono in grado di tradurre in parole comprensibili) penso comunque, banalizzando, che sia un mix. Non tutti sono capaci di provare dolore, coloro che non sono capaci difficilmente capiscono il dolore altrui, ma anche tra chi è capace di provare dolore ci sono persone altresì incapaci di capire quello altrui.

        Tu che dici?

      3. Anche io visualizzo uno schema che relazione dolore provato con dolore compreso personale ed altrui. Tuttavia mi chiedo se la sensibilità o empatia (che ragiono distintamente) siano totalmente dipendenti dal dolore.

        Cioè mi chiedo se possa esistere uno spensierato supersensibile.

        In caso contrario saremmo spacciati😛

    1. 1.1 Sì. L’ho capito dopo avere visto le foto di Raffaella Fico e avere pensato che era vestita in maniera disgustosa. Avrei potuto pensare molte cose di me e della Fico, ma ho pensato ai suoi vestiti. Sono una persona disgustosa. Oh dio perché?
      2.1 Boh, io coi proverbi c’ho dei problemi un po’. E’ un proverbio? Azzz!
      3.1 Sei una buongustaia.

  1. Ci sono cose peggiori di un nome di cui ridono tutti. Tipo una faccia di cui ridono altrettanti. Comunque di sta storia ne so qualcosa, forse.

    1. E c’è ancora di peggio: una faccia di cui tutti ridono sopra un corpo di cui tutti ridono di un/a signore/a dal nome di cui tutti ridono. Come disse il poeta: al peggio non c’è mai fine.

  2. Fatijona secondo me è il tuo nome d’arte, in realtà ti chiami Francesca, Scrivi metafore bellissime, sei una metafora? Più che mangiarti mi piacerebbe guardarti in silenzio mentre scrivi al computer.

    1. Sono una metafora, giustissimo, non ho capito bene cosa voglio dire, ma sono convinta anche io di essere una metafora.

      Se tu mi osservassi in silenzio mentre scrivo io non riuscirei a scrivere nemmeno il mio nome perché guarderei te che guardi me.

  3. Vado anch’io di elenco…
    1. Fatjona è un nome bellissimo! Se un nome d’arte non m’importa, quel che è certo è che lo è Ornella Muti che, guarda caso, realmente si chiama proprio Francesca!
    2. E’ vero: essere l’unico a ridere di una cosa di cui non ride nessuno può essere orribile, ma ti assicuro che preferisco mancare di sensibilità (ma siamo sicuri che si tratti di questo?), piuttosto che ridere per qualcosa che non capisco o, peggio, non trovo divertente.
    3. Favola dal gustosissimo sapore surreale. Complimenti!
    4. L’arcano è presto svelato: Curiosità è donna. No, non mi riferisco al famoso detto che lascia il tempo che trova…ma più volte nel testo la declini al femminile😀

    1. 1.1 Ornella Muti faceva dei film bellissimi con Celentano, io, non so come e soprattutto non so perché, ogni volta che ne vedo uno di sfuggita in televisione, ecco, io rimango come ipnotizzata. Credo che siano i colori. Hanno dei colori strani i film di Ornella Muti. E comunque ha una voce inudibile. Perché stiamo parlando di Ornella Muti? Mon Dieu!

      2.1 (no, io non ne sono sicura.😦 )

      3.1 Lusingata

      4.1 Declinata al femminile perché odio quelle cose tipo un* signor* etc. etc. e perché non credo affatto ai sessi delle parole, alle parole e forse ai sessi in generale. Ma non lo so bene ancora.

  4. Riprendo Campanile un po’ a memoria, ma al 90% dovrei ricordare.. e per il restante 10% invento

    La Nascita della Curiosità

    Personaggi
    – Il padre della Curiosità
    – L’ostetrica

    La scena si svolge nella sala d’attesa di una sala parto. Il genitore, in febbrile attesa, sa che nell’attigua sala si sta compiendo, per l’ennesima volta, l’inesplicabile miracolo della nascita, ma ciò non può lenire il suo comprensibile nervosismo. Ad un tratto, la porta si apre e l’ostetrica appare sulla porta.

    Il padre della Curiosità – Allora ??
    L’ostetrica – E’ femmina!

    = Sipario =

    PS.:
    questo dovrebbe fugare ogni dubbio sul sesso di Curiosità.

    PPS.:
    Fatjona è bellissimo, e ha la J !!

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