Del mio immenso problema “primarie” e di come l’ho risolto

Io avevo questo enorme problema qua che non sapevo se votare o meno alle primarie. Sono stati giorni orribili, quelli in cui non sapevo se andare a votare alle primarie. Quindi, per chiarirmi le idee, mi sono letta i programmi di tutti i candidati, tutto. Ho litigato con tutti di tutto. Ché di questa politica non si dovrebbe parlare mai, soprattutto non in treno o su facebook. No. E’ un errore. Soprattutto io non devo parlare di ambiente ché poi mi infervoro. No. E’ un errore.

Siccome non riuscivo a sciogliere le mie riserve mi sono detta “Ok, decido dopo il social forum”. Sono andata al social forum. E’ andata così così. Quindi mi sono detta “Ok, decido dopo la manifestazione del #14N”. Sono stata alla manifestazione e mi sono detta “Ok, guardo il confronto su sky”.

 Nonostante mi sia impegnata, come si deduce da quanto sopra, sono arrivata a ieri che era giovedì (e domenica si vota!) che ancora non sapevo se votare. Considerando che ieri era giovedì (e domenica si vota!), mi sono detta io ieri “Ok, dai, datti una mossa! Prendi una decisione consapevole, Fatjona. Non fare come fai di solito. Non rimandare sempre. E’ importante questa volta. Questa volta è fondamentale. Abbiamo l’opportunità a portata di mano. E’ arrivato il momento di cambiare l’Italia, il mondo, le leggi dell’astrofisica.”

Talvolta esagero quando parlo tra me e me.

Quindi ieri, che era giovedì (e domenica si vota!) quando ho avuto un minuto di tempo libero e Filippo, stanco dei nostri giochi, si è addormentato, e io lo guardavo e mi sentivo responsabile del suo futuro e anche del mio, e mi sono messa a pensare. Renzi, NO. Bersani, no. Puppato, macché. Vendola, bohmahuhm. Tabacci,.

“Non ti va mai bene niente a te, Fatjona. Bisogna parlare con le casalinghe, Fatjona. Non si può stare in una torre d’avorio, Fatjona. Eh allora continua a parlare di fuffa, Fatjona. A fare l’intellettuale. Ma noi stiamo cercando di cambiare il mondo, Fatjona. Tu cosa proponi, Fatjona? Non si può parlare di fuffa agli operai, Fatjona. Bisogna essere concreti. Fatjona, c’è la grande finanza. Ma c’è bisogno di leader forti, Fatjona! Non lo capisci? Le persone hanno bisogno di leader forti! E il futuro dei nostri figli, Fatjona, in mano a chi lo lasciamo? Eh?”

Quindi, rassegnata un po’, mi sono messa a leggere un libro di fiabe di Filippo che era lì. Ho letto la prima fiaba, e mi è piaciuta molto, poi dopo la prima fiaba c’è la seconda fiaba di solito in un libro di fiabe, e infatti anche in questo caso. Solo che tra le due c’era un foglio.

I vestiti nuovi dell’imperatore”

C’era una volta (e solo una) molti molti anni fa, così tanti che il passaggio del tempo non era neppure iniziato, un Re che amava così tanto i vestiti nuovi che spendeva in essi tutto quello che aveva.

Possedeva un abito diverso per ogni ora della giornata, per ogni giorno della settimana, e per ogni settimana dell’anno..

Niente importava per Lui, eccetto i Suoi vestiti; eppure non trovava soddisfazione neppure nello splendore di tutto quel guardaroba. Tutte le volte che il Suo sarto veniva al Palazzo, Egli gli chiedeva continuamente qualcosa di nuovo.

Alla fine il sarto era sull’orlo della disperazione; non riusciva a trovare più nulla di nuovo, ed il brutto è che era l’unico sarto in tutto il Regno.

Così pensò e pensò, e riuscì finalmente a ordire un piano. Disse al Re di aver inventato un nuovo tessuto che non solo cambiava colore e forma ogni momento, trasformandosi sempre in un nuovo abito, ma rivelava anche coloro che erano stolti, ignoranti, stupidi, o tutti e tre, in virtù di una sua magnifica proprietà. Ad uno stupido, il tessuto sarebbe stato invisibile, mentre ad un saggio sarebbe apparso in continuo cambiamento e splendidamente bello.

“Che formidabili abiti!” pensò il Re tra Sé. naturalmente tra Sé. sempre tra Sé. “Solo indossandoli riuscirò a distinguere i saggi dai pazzi”.

Subito commissionò al sarto i nuovi vestiti. Le settimane passarono, e questi abiti non arrivavano; e non c’è da meravigliarsi, poiché non c’era niente da spedire. Il sarto non aveva intenzione di cucire nulla; intendeva far recapitare al Re “un bel nulla”, dopo aver lasciato passare un adeguato periodo di tempo per convincere il Re che i vestiti, come Gli aveva spiegato a lungo e con un linguaggio eccessivamente tecnico, avrebbero previsto ogni possibile circostanza con raffinato dettaglio e che erano molto difficili da produrre.

Finalmente il pacco con l’abbigliamento invisibile arrivò ed il Re lo aprì eccitato, solo per scoprire che Egli non riusciva a vedere proprio nulla..

Ma non desiderando apparire stolto, ignorante o stupido, o tutti e tre, fece finta d’indossare i nuovi vestiti ed uscì tra la gente del Suo Regno.

E pensate anche solo per un momento che i suoi sudditi volesse rischiare la testa accennando alla Sua nudità? Neppure per sogno! Nessuno lo fece! Fin quando un bambino disse, un po’ troppo forte, mentre il Re stava passando in processione:

“Ehi, guardate! Il Re è nudo!”

Ecco. Mi sono fermata. Il Re è nudo, ecco. Mi ricordava qualcosa. E’ Andersen. Solo che questa non è la versione di Andersen.

Io ho guardato Filippo, ho pensato, mentre notavo i movimenti del suo piccolo petto, a cosa rappresentava per me il vestito invisibile, chi era per me il re, cos’erano i suoi vestiti, chi era il sarto, chi sono le persone che non vedono, chi è che vede, chi è che parla, cosa si può vedere. E ho deciso.

19 pensieri su “Del mio immenso problema “primarie” e di come l’ho risolto

  1. Io navigo nel buio e sono sulla soglia dell’astensione… o se ci vado,come va di moda ora dire, darò un voto strutturale, cioè voto uno che non mi garba +++ per togliere voti ad un altro che non mi garba ++. Contorsionismi per protestare ma in realtà sono sfiduciata+++++++

  2. beh, Fatj io avevo già deciso, ma sono un vecchio arnese, di quelli obbligati ad essere presbiti e a pensare che il meglio è nemico del bene. E spesso anche del giusto.

  3. Votare o non votare? Ancora non lo so, ma ogni volta che provo a fare la pre-registrazione trovo chiuso, aperto ma non c’è nessuno o troppa fila. Sembra lo facciano di proposito, voglio dire, aiutare gli indecisi a votare.
    Bel post!🙂

  4. Mi hai emozionato e lo fai spesso. Non c’è più una vera sinistra ma una serie di presunti leader che cercano di salvare il salvabile accentando compromessi con il capitale e l’economia che a sinistra son o sempre stati impensabili.
    Non andrò a votare perchè non mi convince nessuno… però mi piace BERSANI. Lo trovo concreto ma la sinistra…la sinistra è lontana.

  5. Claro que no. Come votare, o meglio, se ci fosse qualcuno invece del nulla, chi votare(?); ma soprattutto, svelano la loro nudità chiedendo soldi per votare… ma non gli bastano le somme ingenti delle quali si appropriano in barba ai referendum? Di più grottesco di questo c’è solamente la fazione opposta. Ma il nuovo avanza sempre, e si affacciano nuove grottesche realtà; pur sempre tragiche.
    P.S.
    Quanto tempo che non passavo per WP…

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