Sprofondò la scatola bianca alle cinque della sera

Si chiama “Anima assente” (ne ho riportato solo una parte)  ed è di Garcia Lorca. E’ l’ultima parte di Lamento per Ignacio Sanchez Mejias.  E’ bella in un modo assurdo.

Non ti conosce il toro né il fico,
né i cavalli né le formiche di casa tua.
Non ti conosce il bambino né la sera
perché sei morto per sempre.

Non ti conosce il dorso della pietra,
né il raso nero dove ti distruggi.
Non ti conosce il tuo ricordo muto
perché sei morto per sempre.

Verrà l’autunno con conchiglie,
uva di nebbia e monti aggruppati,
ma nessuno vorrà guardare i tuoi occhi
perché sei morto per sempre.

Perché sei morto per sempre,
come tutti i morti della Terra,
come tutti i morti che si scordano
in un mucchio di cani spenti.

 

4 pensieri su “Sprofondò la scatola bianca alle cinque della sera

  1. Un ermetismo inquietante, foriero di malinconie e rimpianti. Non so se mi piaccia o se mi intimorisca, certamente spiazza e colpisce nella sua cruda esposizione, per quanto astratta; evoca la tremenda fine e la sciupata, sprecata direi, esistenza.

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