La fondamentale storia di quello che divenne un reattore nucleare.

A quel tempo, un anonimo ragazzo americano, che essendo anonimo oltre a essere anonimo non ha nemmeno un nome, se ne stava su facebook a fare home-profilo, home-profilo, profilo-home, mi piace, home-profilo, profilo-home. Tutto questo in inglese, cioè l’inglese degli americani. E’ americano perché, per me, per gli americani è più facile essere anonimi, ma è una credenza un po’ stupida. 

Non darò un nome all’anonimo perché deve essere anonimo e so anche che chiamarlo anonimo è dargli un nome e questo potrebbe essere un impedimento per la storia che voglio raccontare e infatti mi fermo un po’ e ci penso.

Posso dire – intanto che aspetto che mi venga un’illuminazione su questo problema filosofico certo non di poco conto – che iniziare una storia con “a quel tempo” è veramente fico. Tutte le storie dovrebbero iniziare con “A quel tempo”. 

Niente, non riesco a dare una soluzione, penso di essere diventata una filosofa scettica, quindi cambio colore alle mie unghie, mi metto un colore un po’ scettico e un vestito anche esso un po’ scettico, e taglio la testa al toro: racconterò la mia storia senza l’anonimo. Anzi, facciamo finta che non sia mai comparso.

 

A cosa mi è servito mettermi lo smalto se poi taglio la testa a un toro e mi sporco tutta?

 

A quel tempo non c’era nessun ragazzo anonimo americano, ma tutti credevano che ci fosse Gesù. Ok, non tutti, ma alcuni. Questa storia è solo per alcuni. Non è che tiro in ballo Gesù quello vero, cioè, voglio dire, quello famoso, è un Gesù qualsiasi, e si chiama Gesù perché ogni volta che dici “A quel tempo” poi devi aggiungere Gesù. E io ci tengo alle tradizioni. Ok. Quindi:

A quel tempo Gesù, che non è un anonimo ragazzo americano, ma è Gesù, quindi non anonimo e presumibilmente non americano, lo deduco dal nome. Ok, è vero, non posso dedurlo dal nome, lo so e basta. Diamine! 

A quel tempo Gesù, che è Gesù, faceva home-profilo, profilo-home, profilo-home, home-profilo e non metteva mai mi piace.

Mentre ne “La Repubblica Democratica Popolare di Corea” , che esiste anche quando non ci sono le Olimpiadi, ed esiste proprio come La Repubblica Democratica Popolare di Corea e non come Corea del Nord e soprattutto non come Corea del Sud, succedeva qualcosa. 

Parentesi etnografica. La Repubblica Democratica Popolare di Corea è fortissima nella lotta greco-romana, è per questo che l’hanno tolta dalle discipline olimpiche. Forse non è per questo, ma comunque è un’ingiustizia. Fine parentesi etnografica. 

Kim, che è un nome de La Repubblica Democratica Popolare di Corea, ho controllato, ma anche un uomo (è così che chiamano quelli di 20epassa anni ne La Repubblica Democratica Popolare di Corea, ho controllato ) si stava allenando per diventare un eroe nazionale e vincere la medaglia d’oro nella lotta greco-romana alle olimpiadi di Rio, quelle del 2016, (sembra così lontano il 2016 (ma non a Kim, ovvio)) quando alla radio hanno dato la notizia che la lotta greco-romana non era più disciplina olimpica. Kim si è arrabbiato moltissimo. Diobò, quanto si è arrabbiato. Si è arrabbiato così tanto che pensava di esplodere, e forse è esploso. 

Credo che la storia sia finita. 

 

E comunque, questo, anche se non sembra, è un appello per fare un appello al CIO contro l’eliminazione della lotta greco-romana dalle discipline olimpiche.

 E comunque due, rimangono i problemi di fondo:

  1. Se chiamo anonima una cosa, questa cessa di essere anonima, ma diventa “anonima”.

  2. Se taglio la testa a un toro, mi sporco.

  3. Tutti i tori sono “anonimi”. A parte Toroseduto che è appunto Toroseduto, e poi non è un toro.   

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