Post noioso in cui si tratta l’argomento dell’immagine del sottoinsieme di un dominio

Nella storia che mi accingo (bello, eh? Sì fa schifo anche a me, ma ormai l’ho scritto così) a raccontarvi ci sono due personaggi. Sono due giovani donne. Donne così giovani da avere problemi sia a definirsi donne che a definirsi giovani.

Una di loro ha un ruolo passivo, ed è seduta alla stazione e aspetta che arrivi il trenodopo ché quello prima l’ha perso. (Questo dato dei treni persi potrebbe farvi pensare che quella dal ruolo passivo sia io, ma non sono io.)

L’altra arriva puntuale. Si è appena sposata, forse è quasi un anno, e alla stazione la accompagna il giovane marito. Lei lo bacia e poi apre lo sportello, esce e cammina con incedere sicuro. Saluta qualcuno e appena può gioca con la fede e dice “mio marito” “mio marito” “mio marito”. Le piace molto dirlo. E’ carina quando lo dice.

Quella dal ruolo passivo – che sia chiaro: non sono io- conosce da un sacco di tempo quella dal ruolo attivo, non bene, però insomma. Le due si salutano e quella dal ruolo attivo se ne va un po’ più in là, sempre con incedere elegante e sicuro. Sempre giocando con la fede.

Quella dal ruolo passivo pensa sempre che non se la ricordava così. Che la sua camminata era diversa, prima. E anche la sua gestualità. Però, quella dal ruolo passivo, pensa che anche lei ha lavorato su di sé e sui suoi gesti, sulla propria femminilità e sul modo di esprimerla. Quindi, la guarda e contempla quei cambiamenti.

Oggi, le due erano di nuovo alla stazione, la scena si è ripetuta: quella dal ruolo passivo ha perso il treno e ha dovuto aspettare quello dopo, si è seduta su una delle panchine verdi della stazione, e ha tirato fuori il cellulare e ha iniziato a muovere compulsivamente il suo pollice destro sopra lo schermo. Quella dal ruolo attivo è arrivata puntuale alla stazione accompagnata dal giovane marito. Lo ha baciato, ha aperto lo sportello. Ha salutato quella dal ruolo passivo ed è andata un po’ più in là.

Poi, però, ha tirato fuori una sigaretta e ha iniziato a fumare, e poi a camminare strano.

Quella dal ruolo passivo, l’ha guardata. Ha immaginato roba come “il personaggio che ti sei costruito ti sta stretto”, ma si è sentita un po’ noiosa, e gnè gnè. Quindi è rimasta a guardarla in quel ritorno a quel che era stata, a come se la ricordava, a quella camminata di nuovo famigliare, e si è sentita un po’ meglio. Non sa dire perché, ma si è sentita un po’ meglio.

Sì, è vero, sa perfettamente perché.

15 pensieri su “Post noioso in cui si tratta l’argomento dell’immagine del sottoinsieme di un dominio

  1. quel sottile filo che separa il considerare la perdita di un treno come una qualche sorta di fato avverso o come un momento di vita in cui possono accadere cose, solo giù dal vagone anziché su.
    (piacere, un altro che perde treni come mangia pistacchi. c’est moi.)

  2. E come sempre è questione di secondi persi o guadagnati …certe domande o sensazioni già provate si rimescolano e pensieri scollegati ritrovano il collante o anche no, però intanto tu ti domandi s…. Che poi le stazioni a volte sono posti da romanzi, incantamenti e puzza di ferro! [adesso dammi il voto…però ;)]

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